Torta di mele e sciroppo d’acero

 

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Oggi il cielo è di un colore che definisco “grigio Armani”, elegante certo ma sempre grigio è. Lo scorgo dalla finestra mentre scrivo e valuto l’eventualità di tirare fuori il “giallo Sicilia” che mi porto dentro per sopperire alle perturbazioni che arrivano sull’Isola. Diciamo la verità, di domenica, per definizione, dovrebbe splendere sempre il sole, a fortiori oggi, che è anche la festa della mamma. Allora, con un moto di stizza, raddrizzo le spalle e me ne infischio della mia meteoropatia; forse è un segno, sto guarendo, picchì se rinesciu a cummattiri e vincere le paturnie mentali è un degno segnale positivo.

Amunì, cerco di quagghiare, considerando che la passione per qualcosa contribuisce a gratificare e a migliorare il senso di bellezza di ognuno di noi spingendo e affinando la propensione verso la felicità. Perciò scelgo uno dei miei interessi: megghiu di un dolcino con le mele che ci può essere per tirare gli angoli delle labbra verso l’alto in una giornata come questa? La risposta la so: il raggio di sole che illumina la tastiera in questo momento.

Torta di mele e sciroppo d’acero

3 mele golden

40 g di Porto

un cucchino di amido di mais setacciato

225 g di burro

250 g di sciroppo d’acero

un pizzico di sale

un uovo

un cucchiaino di estratto di vaniglia

320 g di farina

8 g di lievito

100 g di panna

10 g di granella di pistacchi

Mescolate l’amido con il liquore, affettate le mele a 4 mm e mescolatele insieme con la miscela alcolica.

Sbattete l’uovo con il burro a dadini, aggiungete 210 g di sciroppo d’acero, il sale, la vaniglia e la panna. Aggiungete la farina con il lievito. Imburrate e infarinate una teglia di 26 cm di diametro, versate i 3/4 dell’impasto, ripartite le mele con il liquido e schiacciate con le mani.

Distribuite lo sciroppo rimasto nella bottiglia e coprite con l’impasto avanzato. Aggiungete la granella di pistacchi e infornate a 170°C per circa 40 minuti. Per la cottura basatevi sulla conoscenza del vostro forno, fate la prova stecchino prima di sfornare, dovrà uscire fuori dalla torta asciutto e pulito. 


Copyright © 2016 - Testo e foto CLAUDIA MAGISTRO - scorzadarancia.it

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La cucina della tradizione siciliana è percorsa dal ciavuru d’intrecciate dominazioni. In questa terra assolata nel mezzo di tre mari, greci, saraceni, normanni, spagnoli, borboni e francesi ficiru, a loro agio, li comodi so’. Il titolo, curiusu per una rubrica di cucina, anela alla raffinatezza dei francesi, mutuato dalla sostanza dei siciliani. Scorza d’arancia è un foodblog e un libro di ricette scritto, curato e fotografato da Claudia Magistro, architetto paesaggista che in cucina ha ritrovato il suo giardino, tra erbe aromatiche e spezie che solleticano il naso. Questa rubrica sarà percorsa da profumi, evocazioni e racconti in uno stile di vaga “camilleriana” memoria, fra tradizione, innovazione e l’amore per la buona cucina.

"Scorza d'arancia" è ogni domenica online su sicilypresent.it


 

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